ROMA – Altri due lutti per il giornalismo italiano. Sono morti a Roma Giovanna Casadio e Mimmo Liguoro. Nata a Trapani il 13 luglio 1954, cresciuta a Salerno e trapiantata a Roma, Giovanna Casadio era giornalista professionista iscritta all‘Ordine del Lazio dall’11 giugno 1986.
È stata per oltre 25 anni cronista parlamentare del quotidiano la Repubblica che la ricorda come “Una gentildonna del giornalismo”. Nonostante la lunga malattia che l’aveva provata, ha continuato a collaborare con il giornale fino all’ultimo per il quale curava una rubrica.
L’Associazione Stampa Parlamentare, dal canto suo, sottolinea che «Con sorriso e gentilezza, Giovanna ha saputo raccontare la politica italiana e le battaglie civili che l’hanno accompagnata sempre con grande dedizione, equilibrio e obiettività». Tra le sue numerosi pubblicazioni: “Quel che è di Cesare” (con Rosy Bindi, Laterza, 2010), “I doveri della libertà. Dialogo con Emma Bonino” (Laterza, 2012), “Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche” (con Michela Marzano, Utet, 2015), “Dove si guarda è quello che siamo” (Edt, 2018), “Diario di bordo dei sindaci. Le città nella pandemia” (Treccani, 2022), “Arrivammo a destinazione” (Laurana, 2025).
Nato a Torre del Greco il 16 luglio 1941, laureato in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, Luigi “Mimmo” Liguoro, giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 17 maggio 1975, era stato redattore e capo servizio dell’agenzia di stampa Adnkronos e scritto per i quotidiani “Il Giornale di Calabria” diretto da Piero Ardenti e “l’Occhio” diretto da Maurizio Costanzo. Approdato in Rai è stato redattore capo e conduttore del Tg2 dal 1982 al 1995 e del Tg3 dal 1995 al 2006. Ha, inoltre, curato le rubriche di cultura e attualità “Pegaso”, “Gulliver”, “Tg2 Mattina”, “Tg3 Cultura e spettacolo”,
Ha partecipato a trasmissioni come “Telesogni” e “L’una italiana” e firmato servizi di cultura e attualità per tutte le edizioni dei telegiornali. Cultore della canzone napoletana, ha collaborato con Roberto Murolo, Egisto Sarnelli e Consiglia Licciardi.
Tra le sue pubblicazioni: “I posteggiatori napoletani” e “La regina Giovanna II” (Newton Compton); “Storie e poesie di un mascalzone latino”, biografia di Pino Daniele (Tullio Pironti); “La storia del Guarracino”, prefazione al libro di tavole a colori di Ernesto Tatafiore; “La testa nel pallone”, profili in versi di calciatori partenopei dal ’50 a Maradona (Colonnese); “La vita di Giovanni Capurro”, autore della celebre “O sole mio” (Magmata); “Voci dall’inferno” (Pagano); “Partenope coi baffi” (Benincasa); “Elogio del giornalista” (Pironti); “Elogio della risata” (Pironti); “Dove sta Zazà?” (Pironti), storia di una canzone e dell’epoca tumultuosa del dopoguerra. Mimmo Liguoro è stato consigliere generale dell’Inpgi, l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” e ha insegnato Teoria e Pratica del Giornalismo Televisivo e Teorie e Tecniche del Linguaggio Giornalistico nella Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno.
Alle famiglie Casadio e Liguoro il cordoglio del Direttore e della Redazione di Giornalisti Italia. (giornalistitalia.it)








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