Firma storica del giornalismo sportivo, ha celebrato il calcio e il basket della sua città

Addio a Gianfranco Civolani, un mito a Bologna

Gianfranco Civolani (foto Il Resto del Carlino)

BOLOGNA – C’è un’intera città, Bologna, che sta piangendo e ricordando Gianfranco Civolani, decano dei giornalisti sportivi felsinei e non solo, morto domenica sera, all’età di 83 anni (ne avrebbe compiuti 84 il 28 novembre), dopo una lunga malattia.
A piangerlo è, in primis, la società calcistica del Bologna – di cui lui sapeva praticamente tutto – che, sul suo sito, scrive: “La sua penna, disincantata e ironica, sempre riconoscibile, ha accompagnato i colori rossoblù in tutte le imprese della nostra squadra dal dopoguerra a oggi. Aveva il Bologna nel cuore, anche quando esibiva il distacco richiesto da una professione che ha onorato come pochi, da vero fuoriclasse. Addio Civ, il tuo Bologna ti rivolgerà un pensiero ogni mattina, come tutti i tuoi lettori, cercando sul giornale quella firma che vorremmo leggere ancora”.
“Senza l’appassionato pioniere della pallacanestro femminile a Bologna – sono, invece, le parole dei giocatori della Fortitudo, la rivale “rispettata” da Civolani che tifava Virtus, – e senza l’inimitabile giornalista-opinionista, tutta Bologna sportiva già si sente più povera”.
“Ciò che ha fatto per il basket nessuno potrà mai eguagliarlo e con i suoi libri e le sue analisi televisive e radiofoniche siamo, quotidianamente, cresciuti tutti”, aggiunge il presidente Christian Pavani.
Non manca neppure il cordoglio del sindaco, Virginio Merola: “Ci sono persone che segnano il loro tempo. Gianfranco Civolani ha dato tanto allo sport della nostra città, dal calcio al basket, nei campi, sui giornali e in televisione. E ha amato Bologna. Ci mancherà”.
Firma storica del giornalismo italiano, iscritto all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna dal 4 luglio 1964, inviato prima a Tuttosport, dove lavorò dal 1961 al 1986, poi al Corriere dello Sport-Stadio, dove ha scritto sino a pochissimi gironi fa, “il Civ”, come tutti lo conoscevano e amavano, ha continuato a farla da mattatore anche alla radio e in tv, commentando calcio e basket, le sue passioni. Tanto che per 43 anni, dal 1962 al 2005, fu lui stesso presidente della Libertas Bologna, società di basket femminile.
Nessun funerale per “il Civ”, secondo la sua stessa volontà. Sarà cremato a Borgo Panigale, dove la salma arriverà domani, mercoledì 6 novembre, dopo la camera ardente, prevista all’ospedale Bellaria dalle 9 alle 11.30. (giornalistitalia.it)

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