Lo scrittore statunitense, autore del bestseller planetario da cui il film, aveva 81 anni

Addio a Charles Webb, “papà” de “Il laureato”

Dustin Hoffman e Anne Bancroft, indimenticabili protagonisti del film “Il laureato”

LONDRA (Gran Bretagna) – Addio allo scrittore statunitense Charles Webb, autore del bestseller planetario “Il laureato” (1963): i protagonisti – il giovane e disilluso Benjamin “Ben” Braddock e la seduttiva e matura Mrs Robinson, complici di una inquieta e segreta relazione – furono autentiche icone della cultura americana dopo l’omonimo film, ormai di culto, del 1967 del regista Mike Nichols, interpretato da Dustin Hoffmann e Anne Bancroft.

Charles Webb (The Telegraph)

Webb aveva 81 anni e da tempo viveva stabilmente a Eastbourne, nel Sussex, nel sud-est dell’Inghilterra. Nel villaggio ha vissuto per un periodo anche sotto falso nome.
L’annuncio della scomparsa, avvenuta lo scorso 16 giugno, è riportato oggi dai giornali inglesi “The Time” e “The Telegraph”. Era nato il 9 giugno 1939 a San Francisco, in California.

La prima copertina del libro di Webb “The Graduate” (1963)

Autore di otto romanzi, Webb conviveva con la ex moglie, la pittrice Eve (soprannominata con il maschile “Fred”, a causa dei capelli quasi rapati a zero portati per lungo tempo), da cui ha divorziato (per ragioni politiche) senza separarsi, per protesta, all’epoca, contro il divieto di matrimonio ai gay. Il rifiuto della ribalta è stata una filosofia personale di Webb, che è sempre rimasto nell’ombra e ha vissuto per molti anni girando il mondo e conducendo una vita da
bohémien.
Gli straordinari proventi dello straordinario successo in libreria e al cinema de “Il laureato” (si parla di oltre 2 milioni di dollari della fine degli anni ’60) sono stati sperperati da Webb in odio al denaro.
«Ciò che ho guadagnato, lo ho regalato, non per qualche ideale francescano, ma perché non sopportavamo di avere bagagli», disse nel 2001 in una delle sue rare interviste.
Per 40 anni ha vissuto in baracche, in campi nudisti, in roulotte, in rifugi per
poveri, in stanze d’albergo; infine si è accomodato in un bilocale.
Oltre all’opera più celebre, “Il laureato” (pubblicato da Mondadori nel 1968; nel 2017 ristampato dall’editore Mattioli 1885), in italiano sono stati tradotti i romanzi “Affettuosamente, Roger” (1969; Mondadori, 1970); “Il matrimonio di un giovane agente di cambio” (1970; Mondadori, 1972); “Il grande slam” (Mattioli 1855, 2015).

La copertina del libro in un’edizione successiva

Non risultano tradotti “Orphans and Other Children” (1975); “The Abolitionist of Clark Gable Place” (1976); “Elsinor” (1977). Dopo oltre 30 anni di silenzio (“una lunga vacanza” pagata con i lauti guadagni di “Il laureato”, raccontò) nel 2002 Webb ha pubblicato “New Cardiff” (in italiano “Volare via”, edito da Sonzogno sempre nel 2002), una storia molto autobiografica su un lungo viaggio in autobus sulle strade americane, da cui è stato tratto il film “Hope Springs” (2003) di Mark Herman con Colin Firth. Webb ha chiuso la carriera con “Home School” (2007), tradotto in italiano con il titolo “Bentornata, Mrs. Robinson” (Mattioli 1855, 2018), in cui racconta che fine hanno fatto i protagonisti di “Il Laureato”.
Il libro, che era stato pensare una volta tanto per fare soldi e pagare i debiti, si è rivelato pressoché un fiasco.

“IL LAUREATO”: DAL LIBRO AL FILM, UN SUCCESSO PLANETARIO

Il romanzo “Il laureato” (1963, “The Graduate” nella versione originale) di Charles Webb e l’omonimo film del 1967 del regista Mike Nichols, interpretato da Dustin Hoffmann (Benjamin “Ben” Braddock) e Anne Bancroft (Mrs. Robinson) hanno segnato un’epoca, simboleggiando la ribellione sociale americana, con il coraggio di azzardare temi scottanti, come lo scontro generazionale tra giovani e adulti e l’insofferenza al conformismo benpensante.

La celebre scena del film “Il laureato” che ispirò la locandina diventata un cult

Oltre alle centinaia di migliaia di copie vendute nelle librerie Usa, il successo planetario dell’opera di Webb è legato al film, ormai di culto, che segnò il debutto sul grande schermo di Hoffmann e si fece apprezzare anche per una colonna sonora di Simon and Garfunkel
diventata leggendaria. Webb vendette i diritti per la pellicola e la sceneggiatura fu affidata a Buck Henry, morto lo scorso 8 gennaio a Los Angeles all’età di 89 anni.
La storia racconta la vicenda di Benjamin, studente neo laureato a pieni voti e proiettato verso una brillante carriera, figlio d’un affermato uomo d’affari. All’apparenza il giovane protagonista non avrebbe alcun motivo di essere scontento, eppure sembra assente,
totalmente estraneo a quel sontuoso e ovattato mondo in cui è chiamato a vivere. Né valgono le sollecitazioni paterne a scuoterlo dal profondo stato di inerzia in cui è caduto.

La locandina de “Il laureato”

L’unica distrazione dalla nuova torpida esistenza è la relazione segreta con una donna più adulta di lui, la signora Robinson, moglie del socio di suo padre. Ma
nemmeno in questa timida esperienza di trasgressione Benjamin riesce a instaurare un serio contatto umano. Una difficoltà di comunicazione, di apertura verso il mondo tormenta il protagonista, incapace di affrontare la solitudine, finché l’amore per la bella Elaine, figlia della sua matura amante, ridesta in lui la speranza. Ma la storia scivola nel dramma quando la relazione con la Robinson viene a galla ed Elaine, pur innamorata di Benjamin, decide di sposare un altro uomo.
La celebre locandina del film è entrata nell’immaginario collettivo: mostra in primo piano la gamba di Mrs Robinson, intenta a sfilarsi un collant davanti ad un incredulo Dustin Hoffmann.
“Il laureato” di Charles Webb è ispirato alla vita dello scrittore, che avrebbe vissuto una relazione con una donna matura, ricca e sposata, conosciuta a Pasadena, in California. (adnkronos)

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