La denuncia di Giornalisti Italia diventa virale sui social e la Fondazione “chiarisce”

Addetto stampa “senza difetti”: la commedia

Il Teatro San Carlo di Napoli

NAPOLI – Il Teatro San Carlo di Napoli rompe il silenzio sul caso denunciato, lunedì 8 luglio, da Giornalisti Italia (Cercasi addetto stampa “senza difetti”) che – dopo essere diventato virale sul web – è stato ripreso, giovedì 11 e venerdì 12 luglio, dal presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, dall’Ordine dei giornalisti e dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania.
“Nessuna discriminazione nel bando per l’assunzione di un addetto all’ufficio stampa del Teatro San Carlo di Napoli”, afferma  la sovrintendente del San Carlo, Rosanna Purchia, tentando di giustificare la clausola contenuta nel bando e da noi denunciata, ovvero la ricerca di un giornalista “esente da difetti o imperfezioni che possano limitare il pieno ed incondizionato espletamento, in sede e fuori sede, delle mansioni previste dai Contratti Collettivi di Lavoro per i dipendenti dalle Fondazioni lirico-sinfoniche, nonché il relativo rendimento professionale”.

Eduardo De Filippo

“Per il tanto clamore sollevato dai media – afferma Purchia – per la questione dell’idoneità fisica, tanto da arrivare ad usare addirittura la parola discriminazione ribadisco con forza che la Fondazione, con l’espressione, vetusta da risultare forse oggi non opportuna, «esenti da difetti e imperfezioni», intende indicare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato, trattandosi esclusivamente di idoneità alla mansione specifica, così come disposto dall’art. 41 del d.lgs 81/08. Peraltro è obbligatoria, prima dell’assunzione la verifica dell’idoneità alla mansione da parte del medico competente”.
Pertanto, a giudizio di Purchia, “non si tratta assolutamente di alcuna discriminazione, che mai è stata perpetrata, e mai lo sarà, dal nostro Teatro nell’ambito delle assunzioni del personale”. La stessa sovrintendente aggiunge che “il San Carlo è da sempre  aperto al confronto” e, pertanto, “per tutto ciò che riguarda la materia dei rapporti di lavoro, la Fondazione è tenuta a seguire la normativa di diritto privato ed applica ai rapporti di lavoro dei suoi dipendenti, il Ccnl Fondazioni lirico-sinfoniche”.
Sull’altro punto contestato da Giornalisti Italia – richiesta l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti da almeno 10 anni, ma solo nell’elenco pubblicisti – la Purchia “precisa” che “per tale figura abbiamo inteso richiedere come requisito minimo l’essere iscritto all’albo dei giornalisti elenco dei pubblicisti, non di precludere ovviamente la partecipazione ai professionisti”.
Dunque, stando a quanto affermato dalla sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli, si sarebbe trattato solo di un polverone, anche se la machiavellica difesa della sovrintendente farebbe dire al popolano che “la pezza è peggiore del buco”. Ma apprezziamo la buona volontà di aggiustare il tiro, quantomeno sui requisiti. 
Quel che è certo è che a denunciare il caso è stato il nostro quotidiano, Giornalisti Italia,
che a rilanciarlo e farlo diventare virale sui social sono stati i nostri numerosi lettori, giustamente indignati da un bando scritto in modo impresentabile e inaccettabile, e gli altrettanto numerosi colleghi delle testate che l’hanno ripreso e rilanciato richiamando l’attenzione del presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, che ne ha chiesto il ritiro, e sollevato le proteste dell’Ordine dei giornalisti e del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania. (giornalistitalia.it)

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