PIZZO CALABRO (Vibo Valentia) – «Per la prima volta, in cinquantacinque anni, mi viene riconosciuto un premio alla carriera proprio nel posto in cui sono vissuto e ho operato da sempre. Nel corso della mia attività ho avuto tante possibilità di essere premiato per altri motivi, ma mai per la carriera.
Di questo devo ringraziare anche Pino Nano, persona alla quale mi lega una profonda amicizia e un grande rispetto, e con cui ho condiviso uno straordinario viaggio nell’informazione». Il giornalista Giuseppe Sarlo commenta, così, il Premio Giornalistico “Franco Russo” alla carriera che gli è stato consegnato al Palazzo della Cultura di Pizzo in occasione della 64ª edizione della Coppa Olimpia.
«Pino Nano – ha spiegato Sarlo – mi ha offerto la possibilità di far conoscere il mio lavoro attraverso uno scritto nel quale ha ripercorso tutta la mia attività. Quando Matteo Betrò mi ha chiamato per dirmi che avrei ricevuto questo premio, la cosa mi ha sorpreso poco, perché conoscevo lo stesso Betrò e, come lui ha detto nel corso della cerimonia, aspettava solo il momento giusto per potermelo consegnare, anche perché avrebbe potuto darmelo già trent’anni fa. Lo ringrazio per quello che fa e che spero continui a fare anche in futuro».
Sono ormai 13 gli anni del “Premio Giornalistico Franco Russo”, riconoscimento tutto vibonese nato a Pizzo per iniziativa di Matteo Betrò, presidente del Comitato Olimpia dal 1962, e nel ricordo di un bravissimo cronista degli anni passati come lo è stato Franco Russo.
Dire Peppe Sarlo è come dire Vibo e la sua storia, Vibo e la sua provincia, Vibo e tutto quello che ne consegue, ma soprattutto Vibo nella storia della stampa periodica italiana, Vibo nella storia del giornalismo calabrese e nazionale, Vibo come parte integrante e costola ideale della grande famiglia dei giornalisti calabresi, nessuno escluso. Vibo e Peppe Sarlo sono una sorta di simbiosi naturale, nel senso che non esiste evento o avvenimento o fatto di cronaca importante capitato o celebrato qui a Vibo che non abbia avuto Peppe Sarlo come testimone o protagonista diretto di primo piano».

Cosimo Bruno, Vincenzo D‘Atri, Raffaele Nicolò, Alfonso Samengo, Peppe Sarlo, Pino Nano e Saro Ocera in occasione della presentazione del periodico Il Giornalista della Calabria nel 2000
E Vibo Valentia, che è stato lo storico presidente del Circolo Vibonese della Stampa, ha tenuto a battesimo all’Hotel “501” la nascita del Sindacato dei giornalisti calabresi, il Congresso Nazionale della Fnsi con Sergio Borsi presidente, la fondazione dell’Ussi Calabria e grandi dibattiti nazionali sul futuro dei giornali italiani con Raffaele Nicolò, Nuccio Fava, Piero Vigorelli e l’indimenticabile Peppe Morello, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Da destra: Giancarlo Tartaglia, Franco Siddi, Carlo Parisi, Giuseppe Sarlo, Ferdinando Barilaro, Giuseppe Soluri e Giuseppe Lo Torto al Forum “Lo stato di salute dell’informazione in Calabria” organizzato all’Hotel 501 di Vibo Valentia il 10 novembre 2012
Ma parliamo anche di “Vibo Giardino sul mare”, delle prime famosissime Giornate Mediche di Lino Businco, delle prime trasmissioni radiofoniche della “radio pirata” di Totò Preta, e poi di quelle televisive di Tele2000 con Antonella e Franco Todaro, e poi del primo Cantagiro di Saverio e Peppino Mancini, dei primi grandi raduni politici nazionali, da dove sono passati proprio tutti i più grandi leaders della politica italiana.
Dei primi documentari televisivi girati proprio a ridosso del 501 al seguito di “Cantasud”, delle prime grandi feste celebrate nelle Buche di questo albergo mito e palcoscenico indimenticabile di tantissime stagioni culturali. E ancora dei grandi eventi cinematografici che si tenevano al cinema Valentini e Morelli, e delle prime pièce teatrali che hanno visto passare da Vibo i più grandi attori italiani.
Peppe Sarlo è stato anche l’ideatore del Premio “Seminatore della Speranza” che, in occasione delle Giornate dell’Informazione del 22 e 23 ottobre 2004, è stato consegnato a tre attuali esponenti del nuovi sindacato dei giornalisti Figec, il segretario generale Carlo Parisi, il presidente Lorenzo del Boca e il consigliere nazionale Piero Vigorelli, ma soprattutto a Natuzza Evolo, la mistica di Paravati per la quale è in corso il processo di beatificazione voluto da Papa Francesco.

Piero Vigorelli e Giuseppe Sarlo in occasione delle Giornate dell‘Informazione del 22-23 ottobre 2004 a Vibo Valentia culminate con la consegna del Premio “Seminatore della Speranza”
Per lui quest’anno sono 55 anni di giornalismo vero, vissuti sul campo, con fatica e con sudore, con sacrificio e a volte con eccessiva nonchalance, sempre in prima fila, con un garbo istituzionale che lo ha reso protagonista della vita sociale culturale e politica della città in maniera assoluta, e che qualche volta forse ha anche rischiato di renderlo eccessivamente ingombrante ed eccessivamente presente, ma questa era una volta la vita dei grandi cronisti.
E quando, lui già alla Gazzetta del Sud, lo chiamano per diventare il portavoce della Sanità Pubblica vibonese, ricordo che si tuffò in questo ruolo con una abnegazione e un senso di servizio senza pari.
Sembrava impossibile poter litigare con lui, eppure io e lui ci siamo riusciti e anche bene, e anche di brutto, e questo la dice lunga sulla libertà intellettuale di ognuno di noi nelle proprie scelte e nei propri ruoli istituzionali.
Ho vissuto con lui i miei anni più belli della professione, ho scritto per i suoi giornali più di quanto non abbia scritto per il mio diario personale, ho difeso le sue tesi come fossero le mie sempre e dovunque, e ho imparato da lui – sono passati 40 anni da allora – molte cose che non facevano parte della mia vita personale. Sono tutte cose queste che ho ripetuto in diretta allo stesso Nicolino Lagamba che da Radio Onda Verde, la sua radio privata, mi chiedeva mesi fa cosa fosse stato Vibo per me. Ecco, Vibo per me era anche soprattutto Peppe Sarlo. Ma lo è ancora oggi come allora.

Giuseppe Sarlo racconta i suoi 55 anni di giornalismo ricevendo il Premio Giornalistico “Franco Russo” alla carriera
Farà 80 anni a novembre, laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia, è iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti, elenco Professionisti, dal 27 giugno 1970. Sono 55 anni di mestiere e di professione.
Corrispondente Capozona del quotidiano messinese “La Tribuna del Mezzogiorno”, diretto da Nino Amadori, collabora prima con il quotidiano “Il Tempo” di Roma diretto da Renato Angiolillo e con il settimanale specializzato in Turismo “L’Autostrada del Sole”, guidato da Mimmo Castellano. Direttore di una delle prime emittenti private radiotelevisive dell’epoca, “Tele Radio 2000”, corrispondente del “Corriere dello Sport” e della Gazzetta del Sud, nell’ottobre del 1972 fonda il settimanale “Pronto? Qui Calabria”.
Tanti anche i suoi incarchi sindacali. In seno alla Federazione Nazionale della Stampa, per due trienni consecutivi è stato membro effettivo del Collegio dei probiviri e poi del Collegio dei Revisori dei Conti, ma anche componente la giunta esecutiva dell’Uspi (Unione Stampa Periodica Italiana) e più volte presidente della Commissione Comunicazione del Distretto Rotary. Oggi dedica il suo tempo come Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta al mondo della sofferenza, nella sua veste di responsabile per la Comunicazione della Delegazione Granpriorale di Tropea. (giornalistitalia.it)
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