MILANO – Un profondo, toccante, avvolgente e travolgente inno alla Fede, quello di ieri nella seconda puntata del nuovo ciclo di “Confessione Reporter”, il programma di Stella Pende, con la regia di Paola Semeraro, in onda il sabato in seconda serata su Rete 4.
Una trasmissione caratterizzata da una strepitosa Laura Magli, inviata di punta del Gruppo Mediaset, sempre in prima linea nei casi di cronaca nera, ma profondamente felice di gridare al mondo la sua fede in Dio e la gioia di credere nella vita oltre la vita, che ha raccontato con gli occhi e le parole di una bambina nel suo libro “Un tesoro chiamato Fede”. Con lei la collega Sarah Scorpati, cui Stella Pende ha affidato anche il compito di intervistarla per offrire ai telespettatori il vero volto di una donna straordinaria.
Giornalista, moglie, mamma, ma soprattutto testimone di Fede, Laura è dotata di una sensibilità fuori dal comune e animata da una rara virtù: il coraggio delle idee che esprime e sostiene senza giri di parole, pregiudiziali e pregiudizi di sorta, con il suo dolce, genuino, smagliante e contagioso sorriso.
Una puntata che Stella Pende apre nel ricordo di Carlo Acutis, il primo santo del millennio proclamato, il 7 settembre scorso, da Papa Leone XIV a conclusione del processo di beatificazione voluto da Papa Francesco. «Dalla creazione del sito web sui miracoli eucaristici, con la quale – ricorda Pende – il quindicenne volle dimostrare ai suoi coetanei che si può avere una fede infallibile anche avendo il pallino della tecnologia».
Da qui la domanda: quanti sono gli adolescenti e i giovani che credono davvero in Dio? Esiste un nuovo modo, un nuovo senso per praticare la Fede? «Le statistiche stimano nel 58% i giovani di fede cattolica e – ricorda la conduttrice – persino una delle nostre giornaliste, Laura Magli, ha scritto un libro di successo sulla Fede. 
Esistono musicisti che dopo averne fatte di cotte e di crude cantano solo Gesù, ma la vera sorpresa l’abbiamo trovata nel mondo della Chiesa. Sono moltissimi i preti che appaiono sui social come calamite di Fede. I più gettonati li hanno trovati Laura Magli e Sarah Scorpati».
Stella Pende ha intervistato Antonia Salzano, la madre di Carlo Acutis, che Papa Francesco definiva “l’influencer di Dio”. Con dolcezza racconta la missione del figlio «per far capire che Dio esiste, ci sta sempre accanto e che questa è una vita di passaggio, perché esiste la vita eterna e che siamo chiamati a qualcosa di grande».
Quindi, è la volta di Laura Magli che della canzone “Tu sei la mia vita, altro io non ho” ha fatto la sua missione di vita. «È una dichiarazione d’amore a tutti gli effetti», spiega sottolineando di voler «provare a raccontare questa bellissima sensazione che sento dentro il cuore quando prego. Per me è stata una grandissima chiamata. Provare a raccontare la bellezza della preghiera, della Fede, ai bambini.
Ho voluto giocare con questo nome, Fede, che rappresenta uno stato interiore che c’è dentro di noi, che ci provoca, che ci invita a riscoprire il sacro che c’è dentro di noi attraverso l’immagine di questa bambina: Fede, che sembra la spiegazione all’inspiegabile, la via per accettare l’inaccettabile. Una rivelazione che ho voluto testimoniare. Mi ha fatto vivere in un modo che non avrei mai pensato di poter vivere».
«Facendo il mio lavoro – spiega l’inviata di Mediaset – ho toccato con mano il dolore, la fragilità dei parenti delle vittime e degli assassini e mi sono chiesta: ma cos’è che manca a queste famiglie? Siano tutti chiamati ad essere testimoni e dobbiamo fare nel piccolo la nostra parte. E con questo libro anch’io ho voluto fare la mia piccola parte».
Dalla sua storia a quella degli altri. Laura Magli racconta, quindi, la storia dei “The Sun”, la rock band veneta che dopo l’incontro con Gesù canta e testimonia nel mondo i valori del Vangelo. La chiamata silenziosa che ha cambiato per sempre la loro strada.
Dopo 12 anni di punk rock band, quattro album e un radioso futuro alle porte, i componenti del gruppo sprofondano nel baratro delle dipendenze travolti dal loro stesso sogno fino a quando, nel 2007 prima di un concerto a Ibiza, trovano il coraggio di squarciare il velo a una felicità soltanto apparente.
«Quella voce, quel vai! – racconta Francesco Lorenzi – che ho sentito quando, anticlericale e titubante, i miei genitori mi suggerirono di andare in parrocchia ad ascoltare un concerto, mi ha cambiato e salvato la vita». «Un cuore spezzato – sottolinea Laura – che nelle parole di Gesù ha trovato il riempimento a quel vuoto.
Una scintilla che contagia e trascina anche il resto della band (con Francesco Lorenzi, Andrea Cerato, Gianluca Menegozzo, Matteo Reghelin e Riccardo Rossi) per trasmettere valori al servizio del bene. Cinque spiriti del sole con una missione che vuole andare oltre la musica».
È la volta di don Cosimo Schena, 46 anni, un sacerdote che è diventato un caso mediatico. Il prete influencer più seguito d’Italia, parroco della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Brindisi che celebra la messa con i suoi due cani, Ball e Tempesta: «Due occhi verdi – sottolinea Laura Magli – che bucano lo schermo, una voce calma che racconta Dio e una fede che trapassa il web».
«Io come prete – spiega don Cosimo – non sono un santo, sono solo un uomo che ha detto: Signore, usami per amare». Il prete influencer incalza: «Lascia perdere ciò che ti spegne. Dio non ti ha creato per sopravvivere, ma per amare e brillare».
Una faccia che attrae in rete quasi un milione di follower. «Ma – sorride don Cosimo – non vendo nulla, quindi non guadagno nulla. Porto solo un messaggio positivo». Il “poeta dell’amore di Dio”, lo definisce Laura, fuori dagli schemi che cura il proprio aspetto come cura la fede: palestra la mattina, attento all’alimentazione, psicologo clinico, filosofo e scrittore con ben 27 libri pubblicati, cantautore.
A chi lo accusa di puntare troppo sull’immagine risponde con disarmante tranquillità ribaltando la prospettiva: «Non si può piacere a tutti. Se l’obiettivo è portare il messaggio di Dio e la bellezza può essere uno strumento per portare più persone, ben venga». Ovviamente la pastorale non si fa solo con i social: «Il contatto umano fa la differenza, ma il web può essere un inizio. Un semplice messaggio può portare la differenza a una vita».
Non c’è un solo prete che usa i social. Sarah Scorpati ha, infatti, intervistato don Giuseppe Fusari, un prete culturista, ma anche scrittore e storico dell’arte, che usa i suoi imponenti muscoli come magnete per diffondere il Vangelo. Oltre 66mila follower e una star soprattutto per i fedeli della sua parrocchia a Brescia.
«Fa un po’ specie che lei è un prete, che questa è la sua chiesa e ha questi tatuaggi, il fisico così scolpito, il suo aspetto così curato…», chiede Sarah a don Giuseppe che, senza scomporsi, risponde: «Io mi esprimo anche così e sono certo che stupisce perché non è normale. Però anche le eccezioni sono una bella cosa nella vita.
E se dicessi che abbiamo un’idea di Dio che non è quella di Gesù? Si può utilizzare lo stesso canale per dire la cosa più schifosa e la cosa più santa. Non dobbiamo mai smettere di essere umani. La nostra società ha bisogno di testimoni non di maestri. Gesù è riuscito a far diventare sacro il suo stare con le persone».
«Che cos’è la Fede? Un dono, un lapillo di luce che nasce quando prendi coscienza del mondo o qualcosa che cresce con te, giorno dopo giorno, come un respiro?». Nel suo cammino, dopo aver raccontato la storia di Fede, la piccola protagonista del suo libro, Laura Magli ha scoperto che in provincia di Bergamo c’è una bambina vera che della Fede ha fatto la sua voce.
Si chiama Isabella Mari, ha 13 anni e parla di Gesù. Nei video che condivide su Instagram e Tik Tok riesce a portare sul web la parola di Dio con la freschezza della sua età attirando in pochi mesi 30mila follower. È lei la più giovane influencer cristiana in Italia.
Figlia di pastori cristiano evangelici brasiliani, Daniela e Felipe, che si sono trasferiti in Italia per garantire le cure adatte ad uno dei loro tre figli colpito alla nascita da un ictus cerebrale. A Laura confessa: «Sentivo qualcosa nel mio cuore, che dovevo parlare di Gesù alle persone».
«In un tempo in cui tutto corre, dove la parola credere sembra appartenere al passato – osserva Laura Magli – c’è una generazione che ha deciso di fermarsi. Li chiamano i nuovi cristiani, non appartengono a un movimento, non seguono uno schema, ma hanno una certezza: dopo Papa Francesco qualcosa è cambiato.
Sono i ragazzi d oggi che non si vergognano di dire: “Io credo in Dio”. Non a caso erano oltre un milione – più del doppio del previsto – provenienti da 146 Paesi ad abbracciare Roma al Giubileo dei giovani di quest’Anno Santo indetto da Papa Francesco e celebrato da Papa Leone per proclamare anche il primo manifesto dei giovani cristiani d’Europa.
Sono i giovani volontari che aiutano i poveri e che negli ultimi anni sono cresciuti moltissimo. “Confessione Reporter” ha incontrato don Matteo Malosto e alcuni dei ragazzi del gruppo Young Caritas della Pastorale di Verona, giovani che hanno scoperto nel limite della loro fragilità il luogo dove Dio si fa incontrare.
Francesco che a 25 anni, dopo anni di vita dissoluta e il suicidio di un suo amico, ha sentito la Voce e oggi assiste persone senza fissa dimora, e Sara che lavora in una casa di riposo e fa volontariato perché la Fede non è soltanto andare in chiesa ma mettersi al servizio dell’altro.
Ed un altro Francesco che, al Cas di Verona, offre sostegno e solidarietà ai profughi appena sbarcati. Ragazzi che hanno deciso di rinascere ad una vita nuova. Con il dono della Fede.
Storie, ma soprattutto, svolte di vita che grazie a «quel qualcosa di più – conclude Laura Magli – che trascina verso il prossimo. Non solo a parole». Insomma, un viaggio nella Fede che merita di essere visto e rivisto perché tocca il cuore e l’anima. (c.p./giornalistitalia.it)
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DI CONFESSIONE REPORTER































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