Roberto Grandinetti e la copertina del libro edito da Luigi Pellegrini Editore

COSENZA – “Sono morto redattore” (Luigi Pellegrini Editore, 256 pagine, 14,99 euro, ebook 7,99 euro) è la storia di un giornalista professionista che, dopo vent’anni, decide di cambiare vita e passare all’insegnamento. Una scelta dolorosissima, dettata dalla necessità, che ancora oggi lo fa soffrire. È la storia di Roberto Grandinetti, 51 anni, calabrese di Cosenza,  laureato in Lettere all’Università della Calabria, giornalista professionista dal 2003 e, per oltre dieci anni, responsabile della cronaca giudiziaria de “Il Quotidiano della Calabria”, per il quale ha lavorato dal 2001 al 2015 occupandosi dei più importanti processi istruiti dalla Dda di Catanzaro e dalla Procura di Cosenza.
Le sue avventure (tragiche, comiche ed ironiche) si incrociano con quelle di tanti altri giornalisti di serie B, senza tante speranze per il futuro, ma innamorati persi di questo mestiere. Ci sono i dietro le quinte della vita di redazione, i personaggi, gli incontri e le avventure che hanno formato il protagonista del racconto, i colleghi morti sul campo, gli amici mafiosi finiti ammazzati, in carcere o che si sono pentiti, le tante rinunce per servire sua maestà la notizia.
Mille e una vita di professionisti dell’informazione, dove il giornalismo ne esce per quello che è: il più bel lavoro del mondo, dove però la maggior parte dei lavoratori della carta stampata combatte per arrivare a fine mese, dove ex direttori e bravi giornalisti d’un tratto si ritrovano per strada senza uno straccio di contratto, dove si può servire per anni lo stesso giornale, ma “morire” da semplice redattore, senza, cioè, alcuna promozione sul campo.
Il protagonista, ad un certo punto, lascerà la redazione per provare a rinascere professore. Un trapasso velocissimo, da una vita lavorativa comunque straordinaria a un’altra forse più ordinaria, ma altrettanto stimolante. E con la consapevolezza di essersi saputo creare una via di fuga.
«Quella di Roberto Grandinetti – commenta Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria – è la storia di un giornalista vero, serio, scrupoloso e onesto, che ha sempre creduto nella professione e nel valore del merito che dovrebbe stare alla base di tutto. Ma non è sempre così. Anzi, purtroppo, – incalza Parisi – lo è raramente tanto che, spesso, si è costretti a cambiare vita rinunciando ai propri sogni e gettando alle ortiche anni di pesanti sacrifici. Nel caso di Roberto, poi, a perderci è il mondo dell’informazione, privata di un interprete genuino e dalla penna felice e scorrevole. È anche vero, però, che nella vita di ognuno di noi esiste sempre una seconda possibilità che, se la si sa cogliere al volo, riesce ad essere perfino più stimolante e dignitosa di quella a cui, giocoforza, si è dovuto rinunciare».
Il libro sarà presentato giovedì 14 giugno, alle ore 18, sul Terrazzo Pellegrini di via Gerolamo De Rada 67, a Cosenza. (giornalistitalia.it)

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