Aser e Fnsi: “Direttore e giornale attaccati per aver stigmatizzato i fatti di Macerata”

Reggio Emilia: ingiurie social alla Gazzetta

Stefano Scansani

Stefano Scansani

BOLOGNA – «Non può passare sotto silenzio la viltà di quanti, celandosi dietro identità fittizie, lanciano accuse infamanti e minacce contro chi ha doverosamente sottolineato quanto sia inaccettabile qualunque manifestazione razzista e fascista, che oltre tutto coinvolgono la bandiera italiana».
Lo affermano Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna e Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che sono «al fianco del direttore Stefano Scansani e di tutti i colleghi della Gazzetta di Reggio Emilia che, negli ultimi giorni, sul sito del giornale e sui social, sono stati fatti oggetto di frasi ingiuriose per aver stigmatizzato l’azione dell’autore del reato di strage ai danni di passanti a Macerata, presi di mira solo per il colore della loro pelle, e la strumentalizzazione razzista della bandiera italiana portata sulle spalle dallo stesso sparatore».
«Non temiamo gli “odiatori” di professione, – incalzano Aser e Fnsi – sempre più numerosi dietro l’apparente possibilità di anonimato del web, ma non possiamo tollerare attacchi pericolosi a chi quotidianamente si adopera per informare i propri lettori, in conformità alle regole della professione, in una città, tra l’altro, teatro da oltre un anno del primo maxi processo sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna».
«Non solo riteniamo legittimo quanto scritto dal direttore Scansani e dai colleghi reggiani, – prosegue il sindacato dei giornalisti – ma lo riteniamo doveroso in una città patria del Tricolore e Medaglia d’Oro della Resistenza, che non dimentica ciò che è accaduto meno di un secolo fa ed è consapevole di quanto possano essere pericolose certe derive populiste».
Nel ribadire «i princìpi antifascisti sanciti dalla Costituzione, Aser e Fnsi sono al fianco del direttore e dell’intera redazione della Gazzetta di Reggio Emilia sottolineando che l’informazione non si lascerà intimidire da chi non ha nemmeno il coraggio di mettere il proprio nome in un commento sui social». (giornalistitalia.it)

L’ARTICOLO DI STEFANO SCANSANI SULLA GAZZETTA DI REGGIO EMILIA

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