Il ministro e leader di Ap: “Sceglierlo come dg della Rai, la scelta peggiore di Renzi”

Rai, Alfano: “Campo Dall’Orto deve dimettersi”

Antonio Campo Dall’Orto e Angelino Alfano

Antonio Campo Dall’Orto e Angelino Alfano

ROMA – «Nell’ambito di tante scelte che Renzi ha fatto, quella che è riuscita peggio è quella del direttore generale della Rai» Antonio Campo Dall’Orto. «Farebbe prima a dimettersi lui che a chiudere trasmissioni».
Così nel corso di una conferenza stampa di Ap (Alternativa Popolare, ndr), il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, risponde ad una domanda sulla Rai. «È una gestione che ha fallito in tutti gli obiettivi, vediamo scene che non sono da servizio pubblico», sottolinea il leader centrista.
«Il conto di questa gestione della Rai lo pagherà il Pd», dice Alfano chiedendo le dimissioni del dg Antonio Campo Dall’Orto e sottolineando come della sua opinione sulla sua gestione ne parli “in pubblico e in privato in tutte le sedi».
Il leader di Ap ripercorre le ultime vicende al centro delle polemiche, dal blitz di Enrico Lucci all’assemblea di Ap – sul quale «non entro nel merito», spiega Alfano – alla chiusura del programma “Parliamone sabato”. Questa Rai «non ha una visione, è un servizio di cui non andiamo orgogliosi», attacca Alfano. (ansa)

CAMPO DALL’ORTO AL MESSAGGERO: “QUELLA BRUTTA TELEVISIONE NON È LA RAI”

ROMA – Intanto, il dg della Rai torna sul “caso Perego” e la chiusura di “Parliamone sabato” e lo fa in una lettera indirizzata al Messaggero: «Il nostro sforzo quotidiano è finalizzato a far sì che la volgarità sia ogni giorno meno presenza nella Rai, al contrario della leggerezza, che è ben accolta».
«I contenuti di quel programma – sottolinea Antonio Campo Dall’Orto – non erano leggeri, ma grevi; l’ironia non era contemplata, al contrario, vi era una artefatta serietà proiettata su una visione inaccettabile della donna. La Rai non deve limitarsi a cosa sia accettabile per il Servizio Pubblico. La domanda deve essere: cosa è necessario e desiderabile per il Servizio Pubblico? Ritengo che i contenuti di cui stiamo parlando fossero lontani anni luce dall’essere desiderabili o necessari e che uscissero anche dal perimetro dell’accettabile. E dunque si è deciso di interromperne la programmazione».
«Il moltiplicarsi delle opinioni – rimarca il direttore generale – e la decisione percepita come improvvisa hanno fatto sì che diventasse un caso. È stato sì un incidente di percorso, ma un incidente lungo un cammino già tracciato e su cui stavamo lavorando da tempo: l’evoluzione dei programmi quotidiani di Rai1. Il punto – conclude nella sua lettera Campo Dall’Orto – è costruire una Rai sempre più vicina alla sua mission e ai suoi cittadini, che non rincorra gli ascolti come legittimamente fanno gli operatori commerciali e che sia sempre più plurale, universale e contemporanea. Quella mezz’ora di brutta televisione non rispondeva a nessuno di questi obiettivi». (giornalistitalia.it)

I commenti sono chiusi.