Dopo la sua inchiesta sui “gruppi segreti con cui la galassia nera fa proseliti sul web”

Minacce nazifasciste alla giornalista Arianna Giunti

Arianna Giunti

Arianna Giunti

MILANO – Arianna Giunti, giornalista del settimanale L’Espresso, è stata oggetto di una serie di aggressioni verbali e minacce via social dopo il servizio “Fascisti su Facebook, ecco i gruppi segreti con cui la galassia nera fa proseliti sul web”.
Nell’articolo, la giornalista analizza con cura il fenomeno che registra il moltiplicarsi di pagine dove si incita all’odio e alla violenza in nome dell’ideologia. “Siamo andati a vedere cosa scrivono”, spiega Arianna Giunti introducendo l’articolo, “fra saluti romani, vessilli neonazisti e preti che inneggiano al Duce”.
«Dio, patria e famiglia. E poi – scrive Arianna – valanghe di sterco che si riversano sui “negri”, sugli “zingari”, sulle “zecche rosse” e sugli “ebrei maiali”. Odio feroce alimentato da tonnellate di fake news, notizie false proprio come i siti che le ospitano. Saluti romani che partono dalle braccia di chiunque: video amatoriali che immortalano ignari bambini che eseguono inconsapevolmente il saluto fascista sotto la guida di papà e anziani spinti dai nipoti a scimmiottare l’antico gesto che rimanda al ventennio di morte e persecuzione. E c’è persino un uomo che indossa un saio da frate francescano, che intona Faccetta Nera e che conclude la sua performance con il braccio teso rivolto alla videocamera che lo sta riprendendo. Il fascismo non muore mai. E proprio quando si crede di averlo sconfitto rinasce ancora più forte e più isterico nel web, terreno fertile per estremismi di ogni sorta e impermeabile ai controlli…”.
Espresso Arianna GiuntiSolidarietà alla giornalista viene espressa dall’Associazione Lombarda dei Giornalisti secondo la quale “quanto sta accadendo con Arianna conferma come quello del giornalista che informa, e quindi contribuisce alla difesa dei principi democratici del nostro Paese, sia ormai un mestiere pericoloso”.
“L’ondata di odio che emerge in questi ultimi mesi verso chi esercita il diritto di cronaca – denuncia l’Alg – attesta il delicato momento: il sindacato lombardo dei giornalisti chiede che le autorità preposte si attivino immediatamente per fermare le minacce e le aggressioni verbali. Ma chiede anche che i gestori dei social attivino subito i percorsi di tutela per evitare che la loro rete diventi strumento di divulgazione di pericolosi rigurgiti ideologici”.
L’Alg assicura che “sarà sempre al fianco dei cronisti minacciati e chiede ai cittadini di non lasciare soli i giornalisti in prima linea nel raccontare quanto accade, ma diventare, insieme a loro, sentinelle della libertà di informazione e della democrazia del Paese”. (giornalistitalia.it)

 

 

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