Maria Grazia Mazzola e Marco Minniti

Maria Grazia Mazzola e Marco Minniti

BARI – La Federazione nazionale della stampa italiana chiederà al ministro dell’Interno, Marco Minniti, di convocare una riunione del Coordinamento per la sicurezza dei giornalisti, di recente istituzione, per fare il punto della situazione su quanto avvenuto a Bari e in altre realtà nelle ultime settimane.
Lo ha reso noto la stessa Fnsi al termine di un incontro che il segretario generale, Raffaele Lorusso, e i presidenti dell’Associazione della Stampa e dell’Ordine dei giornalisti di Puglia, Bepi Martellotta e Piero Ricci, hanno avuto oggi con il questore di Bari, Carmine Esposito.
Un incontro che Sindacato e Ordine dei giornalisti hanno richiesto all’indomani dell’aggressione all’inviata del Tg1 Maria Grazia Mazzola, avvenuta nel quartiere Libertà di Bari. I rappresentanti dei giornalisti hanno ringraziato il questore di Bari per il pronto intervento delle forze dell’ordine e per l’impegno nell’individuare l’autrice del “vile gesto”, moglie di un boss. Che “oggi chiede scusa”, riferiscono i colleghi del Tg1.
«Aggredire un giornalista – hanno detto Lorusso, Martellotta e Ricci – significa aggredire il diritto dei cittadini ad essere informati, chi colpisce un cronista vuole impedire ai cittadini di conoscere». Per questo, hanno ricordato, «il modo migliore per esprimere solidarietà a Maria Grazia Mazzola e a tutti i cronisti sotto tiro è riprendere le loro inchieste, andare nei luoghi in cui le minacce e le aggressioni si sono verificate e raccontare perché a nessuno sia consentito far calare il silenzio sul malaffare e sugli affari della criminalità».
Ecco perché Fnsi e Ordine dei giornalisti, come in altri episodi di aggressioni e minacce ai cronisti, chiederanno di costituirsi parti civili nel procedimento penale a carico di chi ha colpito Maria Grazia Mazzola e hanno aderito all’iniziativa promossa per domani mattina da Libera e da altre associazioni nel quartiere Libertà, a Bari.
Il questore Esposito ha espresso rammarico per l’accaduto, ma ha assicurato che non sarà tale esecrabile episodio a scalfire il lavoro che magistratura, forze dell’ordine, istituzioni e cittadini hanno intrapreso da anni a Bari per combattere le organizzazioni criminali. Il questore ha ricordato che tutti i clan baresi sono stati decapitati e che i boss sono finiti in carcere.
«Questo non significa – ha precisato – abbassare la guardia, ma moltiplicare tutti insieme gli sforzi per impedire che la criminalità provi a rialzare la testa». Anche la stampa – ha ricordato il questore – svolge un ruolo fondamentale perché consente ai cittadini di essere informati, di conoscere e, quindi, di partecipare in modo consapevole. Per questa ragione – ha concluso Esposito – non verrà mai meno l’impegno delle forze dell’ordine per consentire ai giornalisti di fare liberamente il loro lavoro». (giornalistitalia.it)

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