Il critico Marco Testi: “Vengono messe in corpo 10 e in un angolo, se pubblicate”

“Le buone notizie ci sono, cerchiamole bene”

Marco Testi

Marco Testi

ROMA – “Le buone notizie ci sono. Eccome”: parola di Marco Testi. Il critico letterario, nella riflessione promossa dal Copercom (il Coordinamento delle associazioni per la comunicazioni) sul Messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali, racconta quella di Arturo Mariani, della Nazionale italiana calcio amputati, esempio di coraggio e speranza per gli altri.
“L’arte di dare buone notizie è facilitata dal fatto che le buone notizie esistono. Nello stesso tempo questa bella e utile arte ha la vita difficile per il fatto che le buone notizie vengono messe in corpo 10, quando vengono pubblicate, in un angoletto in basso della cronaca. O dello sport. Come nel caso della Nazionale italiana calcio amputati del Csi, che si sta preparando per l’Europeo ad ottobre in Turchia”, scrive Testi.
Ma “se la cronaca che sbatte il mostro in prima pagina” ignora che “uno di quei ragazzi che difenderanno i nostri colori in Turchia, Arturo Mariani, ha scritto un bellissimo libro dall’emblematico titolo di ‘Nato così. Diario di un giovane calciatore senza una gamba’ (edizioni Croce), perde tanto, e quello che più conta fa perdere tantissimo ai lettori, perché toglie loro una parte del variegato spettacolo del mondo, fatto di indicibile violenza, lo sappiamo, ma anche di (in)dicibile voglia di vivere”. In grado, sottolinea Testi, di “far capire a quanti hanno handicap più o meno lievi, che nulla è impossibile, che si può perfino correre per decine di metri, scartare un avversario, tirare e fare goal, pur essendo un difensore centrale. Con il piccolo particolare di essere, da sempre, con una gamba in meno”.
Arturo, aggiunge Testi, è “sempre pronto a portare la sua testimonianza, con un obiettivo: ‘Poter raccontare un giorno ai miei figli che ce l’ho messa tutta e di aver dato il mio piccolo contributo a rendere migliore il nostro mondo, per il bene di tutti!’”.
“Mi sa – conclude Testi – che di queste buone notizie ce ne sono altre. Cerchiamole bene”. (sir)

CHI È MARCO TESTI

Storico della letteratura, è stato docente a contratto in alcune università italiane. Nel 2007 è apparso il volume “Altri piani, altre valli, altre montagne, la deformazione dello spazio narrato in Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi” (Pensa Multimedia), che approfondisce la scrittura del senese in relazione con l’arte coeva. Nel 2009 è uscito “Tra speranza e paura: i conti con il 1789. Gli scrittori italiani e la rivoluzione francese”, edito da Giorgio Pozzi, e, nel 2014, “Il poeta, il suo tempo, la città” (Fermenti), su Camillo Sbarbaro.
Nel 1992, con “Il romanzo al passato” (Bulzoni), ha analizzato lo sviluppo del romanzo storico. Ha pubblicato saggi su riviste internazionali. In Una città come mito, tradotto anche in inglese (Chicca, 2000), e nei suoi volumi su Ettore Roesler Franz e i viaggiatori-artisti del Grand Tour, ha approfondito il rapporto tra simbolismo, scrittura e immagine. Ha scritto per molti anni sulle pagine culturali dell’“Osservatore Romano”, ed ora è critico letterario su “Segno”, l’agenzia di stampa “Sir”, la rivista on line “Fili d’aquilone”, “L’Albatros” e su altri periodici.

I commenti sono chiusi.