Congresso

L’appello per la liberazione di Gabriele Del Grande lanciato mercoledì scorso a Roma dai delegati al Congresso Fnsi

ROMA – «Quello di Gabriele Del Grande, fermato al confine con la Siria il 9 aprile scorso, è soltanto l’ultimo caso di diritti violati in Turchia. In primo luogo il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, garantito dalle convenzioni internazionali, e il diritto di informare ed essere correttamente informati, pilastro di ogni ordinamento democratico». Lo affermano il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.
Sono circa 150 gli operatori dei media detenuti in Turchia. Un triste primato che rende quel Paese “il più grande carcere a cielo aperto per i giornalisti”. Per questo, alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, la Fnsi, insieme ad altare associazioni e con il sostegno delle Federazioni europea ed internazionale dei giornalisti, promuove per martedì 2 maggio, dalle 11.30 alle 12.30, in piazza di Montecitorio a Roma, un sit-in nel corso del quale verranno letti i nomi dei giornalisti detenuti nelle carceri turche. E ribadire, ancora una volta: #NoBavaglioTurco».
Domani, intanto, la Fnsi parteciperà, insieme con numerose altre associazioni, al presidio #iostocongabriele che si terrà alle ore 11 di fronte al Quirinale (via del Mazzarino, angolo via 24 maggio) per chiedere alle autorità turche la liberazione immediata di Gabriele Del Grande e di garantire la sua incolumità e quella dei moltissimi altri intellettuali, giornalisti e attivisti detenuti. (giornalistitalia.it)

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