In programma dal 19 al 23 aprile 2017 e “cercheremo di non chiedere soldi pubblici”

Fiera del libro: a Milano sarà “Tempo di libri”

La conferenza stampa di presentazione di “Tempo di libri” a Milano

La conferenza stampa di presentazione di “Tempo di libri” a Milano

MILANO – Si chiamerà “Tempo di Libri”, sottotitolo “Fiera dell’editoria italiana”, il nuovo salone del libro di Milano, che si terrà dal 19 al 23 aprile 2017. A svelarlo è stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante la presentazione, a palazzo Reale, di questo “grande evento per l’editoria” al centro di tante polemiche, negli ultimi mesi, con Torino, per la mancata intesa tra le due città nell’ottica di organizzare un unico evento.
Per lanciare a livello internazionale “Tempo di Libri”, sono previsti investimenti per 2-3 milioni di euro, come ha spiegato l’ad de La fabbrica del Libro, Solly Cohen, insieme al presidente dell’Aie, Federico Motta, a margine della conferenza stampa.
“Cercheremo di non chiedere contributi pubblici”, ha sottolineato Motta, che si è detto convinto che “si possa organizzare un grande evento culturale anche senza contributi pubblici”.
“La cultura – ha proseguito Motta – deve avere un presupposto che è quello della libertà. Noi ci sentiamo liberi, siamo editori liberi, persone che operano in questo paese in una logica di libertà per rendere questo paese migliore. Questo significa assumersi responsabilità ma non siamo spaventati o intimoriti. E neanche arroganti”. La scelta di farsi avanti Motta la spiega così: “Ci siamo ispirati all’Europa, ovunque sono le associazioni degli editori a organizzare grandi fiere” come a Francoforte, a Londra, a Parigi, Madrid e Berlino”.
Ha appena trovato il nome, la nuova fiera dell’editoria targata Milano, che già pensa di espandersi in altre regioni: “Questo è un primo passo di un progetto che avrà valenza nazionale, – assicura l’ad di Fiera Milano Corrado Peraboni – stiamo già lavorando all’edizione che sarà fatta al sud”.
“Noi – incalza Peraboni – cercheremo di mettere in questa fiera quelli che sono ingredienti che hanno fatto delle fiere di Milano manifestazioni internazionali. La struttura, l’approccio della città, ma soprattutto dare opportunità a chi ha qualcosa di nuovo e valido da dire di poterlo esprimere per avere una cassa di risonanza maggiore di quanto possa avere in altre città”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, altro grande sponsor politico della fiera meneghina, che ha scelto una celebre formula dialettale.
“Milan l’è un gran Milan – afferma Maroni – anche dal punto di vista culturale, dal punto di vista dei numeri: per le imprese che fanno cultura e pubblicano libri in Lombardia siamo i primi e quindi è il giusto riconoscimento di questa dimensione culturale della regione”.

 

 

 

I commenti sono chiusi.