Ernestina Herrera de Noble

Ernestina Herrera de Noble

BUENOS AIRES (Argentina) – È morta a 92 anni, Ernestina Herrera de Noble, potente regina dei media, la prima donna a controllare in America Latina un vasto impero, che comprende il giornale Clarin, il più diffuso in Argentina, la tv Canale 13, la tv Cablevision, una rete televisiva che serve via cavo e online diversi paesi sudamericani.
“È stata una figura chiave del nostro giornalismo da 50 anni a questa parte” commenta il presidente argentino, Mauricio Macri, molto vicino al gruppo Clarin, una conglomerata che fattura intorno ai 700 milioni di euro, seconda solo alla messicana Televisa in America Latina.
Ernestina Herrera, danzatrice di flamengo in gioventù, sposa Roberto Noble, che nel 1945 fonda il giornale il Clarin, che diventa il più importante del Paese, un vero “king maker”. “Non posso diventare presidente – era solito dire Roberto de Noble – ma posso fare i presidenti”. Macri è stato uno degli ultimi ad avvalersi dell’appoggio del Clarin nella sua battaglia contro Cristina Kirchner, acerrima nemica del gruppo Clarin.
Roberto de Noble ha diretto il giornale fino al 1969, quando è morto di cancro e sua moglie Ernestina ha preso il suo posto, avvalendosi fin dal 1972 della collaborazione dell’amministratore delegato, Hector Magnetto, col quale ha continuato a prendere le decisioni importanti fino all’ultimo giorno, anche se ultimamente si recava molto sporadicamente alle riunioni del giornale, la cui sede è nel quartiere di Barracas a Buenos Aires.
Ernestina de Noble durante la dittatura è finita in carcere per tre giorni, accusata di aver adottato dei bambini, figli di oppositori eliminati dal regime dittatoriale al potere. I suoi due figli adottivi, Felipe e Marcela, di 40 e 41 anni, hanno poi ereditato il pacchetto di maggioranza delle azioni del gruppo, nel quale lavorano 17.000 addetti e che nel 2018 punta a sbarcare sul mercato della telefonia mobile. Esterina è morta lo scorso 14 giugno per complicazioni cardiache in un ospedale di Buenos Aires. (agi)
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