Derya Okatan

Derya Okatan

BRUXELLES (Belgio) – Le Federazioni europea ed internazionale dei giornalisti (Efj-Ifj) sono fortemente preoccupate per la detenzione in Turchia, senza alcuna spiegazione ufficiale, dei giornalisti Tunca Öğreten (freelance), Mahir Kanaat (Birgun), Ömer Celik (direttore delle news di Diha), Metin Yoksa (corrispondente di Diha), Eray Saygin e Derya Okatan (Etha) in Turchia.
Secondo le informazioni ricevute dal Sindacato dei giornalisti, sono stati arrestati tutti nel corso dell’operazione condotta dalla polizia turca il 25 dicembre scorso, alle 4.30, nelle loro case di Istanbul, Ankara e Diyarbakir. Derya Okatan sta facendo lo sciopero della fame dal giorno di Natale, mentre Ömer Celik è stato picchiato durante il suo arresto.
Dopo la proclamazione dello stato di emergenza, le autorità turche hanno esteso il periodo di detenzione da 4 a 30 giorni impedendo agli avvocati di conferire con i giornalisti per più di 5 giorni.
Nessuna motivazione ufficiale alla base degli arresti dei giornalisti maltrattati durante la detenzione. Secondo i media turchi, tutti sono ufficiosamente arrestati e puniti per aver pubblicato articoli sui messaggi di posta elettronica tra il ministro turco dell’energia, Berat Albayrak, e il figlio del presidente Erdogan,  forniti ai media dal gruppo di hacker Redhack.
Efj ed Ifj, nel chiedere al ministro turco della Giustizia, Bekir Bozdag, di chiarire i fatti e rilasciare immediatamente tutti i nostri colleghi, annunciano che denunceranno queste nuove violazioni della libertà di stampa alla piattaforma del Consiglio d’Europa per la sicurezza e la protezione dei giornalisti e alla piattaforma di mappatura libertà dei media.
Le Federazioni europea e internazionale dei giornalisti rimangono anche vigili in seguito all’arresto, avvenuto il 29 dicembre scorso, del giornalista investigativo Ahmet Şık a causa dei suoi tweet e articoli sul quotidiano Cumhuriyet. Il suo avvocato ha, recentemente, dichiarato ai media che, in carcere, il giornalista è stato tenuto in isolamento e gli è stato negato per tre giorni di bere acqua in bottiglia e avere informazioni. (giornalistitalia.it)

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *