26 anni a Nicola Femia, risarcimenti a giornalista e Odg. Fnsi: “Sentenza storica”

Minacce a Giovanni Tizian, condannati i boss

Giovanni Tizian

Giovanni Tizian

BOLOGNA – Il tribunale di Bologna ha condannato in primo grado tutti e 23 gli imputati nel processo “Black Monkey” per associazione mafiosa. La pena più alta, 26 anni e 10 mesi, è andata a Nicola Femia, ritenuto il capo di un gruppo legato alla ‘ndrangheta che guadagnava con il gioco illegale.
Il tribunale ha anche disposto i risarcimenti alle parti civili, fra cui un milione di euro alla Regione Emilia-Romagna.
Risarcimenti anche per il giornalista Giovanni Tizian (100mila euro al cronista dell’Espresso, che all’epoca dei fatti lavorava alla Gazzetta di Modena, ndr) e per l’Ordine dei giornalisti.
Femia, in una conversazione telefonica con un altro imputato,

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Prigioniero in Uzbekistan dal ‘99 era il giornalista in carcere da più tempo al mondo

Libero il giornalista Muhammad Bekzhanov

Muhammad Bekzhanov

Muhammad Bekzhanov

TASHKENT (Uzbekistan) – Dall’Uzbekistan ecco la notizia che aspettavamo dalla fine del secolo scorso: Muhammad Bekzhanov non è più il giornalista in carcere da più tempo al mondo.
Bekzhanov era in prigione dal luglio 1999, con la falsa accusa di aver collaborato all’organizzazione di una serie di attentati orditi dall’esilio dal capo del partito di opposizione Erk. Bekzhanov era il capo redattore del quotidiano del partito.
In un mese di interrogatori in isolamento e sotto tortura, mediante pestaggi, soffocamenti e uso della corrente elettrica, gli inquirenti lo convinsero a rilasciare una “confessione” che gli costò una

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I tre redattori di Torino del Giornale del Piemonte senza stipendio da ottobre

Non pagati, i giornalisti gettano la spugna

giornale-del-piemonteTORINO – Si è conclusa con una scelta dolorosa, quanto inevitabile, l’avventura dei tre giornalisti della redazione di Torino del “Giornale del Piemonte”. Gli ultimi superstiti di una realtà nata diciassette anni fa e che in passato aveva contato su ben altri numeri hanno, infatti, rassegnato le dimissioni per giusta causa.
A darne ’annuncio è stata l’Associazione Stampa Subalpina denunciando, così, “l’epilogo di una vicenda iniziata a ottobre, quando l’azienda, senza fornire alcuna spiegazione, aveva sospeso il pagamento degli stipendi dopo che da oltre quattro anni aveva già interrotto il versamento di quanto dovuto al Fondo di Previdenza Complementare dei Giornalisti”.

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Nuova richiesta di risarcimento dai vertici della Regione Abruzzo. Solidarietà Fnsi

Lilli Mandara, il prezzo di essere giornalisti scomodi

Lilli Mandara

Lilli Mandara

L’AQUILA – “Il caso della collega Lilli Mandara, citata in giudizio per risarcimento danni dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, per aver raccontato già mesi fa alcune delle vicende che adesso gli vengono contestate anche dalla magistratura, rischia di sconfinare nella violenza psicologica”. A denunciarlo sono Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, evidenziando che “nelle stesse ore in cui, su ordine della Procura della Repubblica, venivano contestati a D’Alfonso una serie di reati, alla collega Mandara è stata notificata un’altra richiesta di risarcimento danni, questa

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Depositate le motivazioni della sentenza che assolve José Trovato e Giulia Martorana

Segreto professionale anche ai pubblicisti

Josè Trovato e Giulia Martorana

Josè Trovato e Giulia Martorana

CALTANISSETTA – I giornalisti pubblicisti possono avvalersi del segreto professionale come i colleghi professionisti: un principio sancito anche dalla Corte d’appello di Caltanissetta, nelle motivazioni – ora depositate – della sentenza che ha scagionato José Trovato e Giulia Martorana, quest’ultima collaboratrice dell’Agi da Enna, accusati di favoreggiamento per non aver voluto rivelare le fonti di una notizia: l’imputazione era collegata al fatto che il codice di procedura penale riserva la facoltà di avvalersi del segreto solo agli iscritti all’elenco dei professionisti, mentre i due sono pubblicisti.
Nel processo i due imputati erano stati assolti sia dal

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Il giornalista su Libero: “Cretino, menestrello dei decerebrati”. Per il gip è diffamazione

“Fedez tamarro”: rinvio a giudizio per Filippo Facci

Filippo Facci

Filippo Facci

MILANO – “Cretino, tamarro di Rozzano, menestrello dei decerebrati NoExpo, bisognevole di un insegnante di sostegno, rapper per femminucce, illetterato, brufoloso, pitturato, colorato, nel suo mondo di sottosviluppati”.
Questi erano gli epiteti che il giornalista di “Libero” Filippo Facci aveva indirizzato a Fedez. E proprio queste espressioni, non proprio delicate, hanno indotto il giudice per le indagini preliminari, Sergio Natale, a disporre per il cronista il rinvio a giudizio per diffamazione.
Secondo Natale, queste espressioni

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Luis Manuel Medina e Leo Martinez assassinati durante il loro programma in radio

Due giornalisti uccisi in diretta su Facebook

SANTO DOMINGO (Repubblica Dominicana) – Omicidio in diretta Facebook nella Repubblica Dominicana. Due giornalisti radiofonici sono stati uccisi da uomini armati durante il loro programma di news che veniva trasmesso

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Lo ha scritto lui stesso su Facebook, ma non è chiaro se sia stato pagato un riscatto

Libia: liberato il giornalista Ali Mohammed Salem

LIBYA-CONFLICT-KADHAFI-1YEAR-BENGHAZITRIPOLI (Libia) – Il giornalista libico Ali Mohammed Salem è stato liberato ieri sera dai suoi rapitori. Lo riporta l’Agenzia Nova. Secondo quanto ha scritto lo stesso giornalista sul suo profilo Facebook, la liberazione è avvenuta dopo settimane di detenzione da parte di una milizia

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Da un pregiudicato rumeno mentre effettuata un servizio sulla ragazza aggredita

Minacciata la giornalista Stefania Battistini

Stefania Battistini

Stefania Battistini

RaiMILANO – La giornalista Stefania Battistini è stata minacciata con una pistola da un pregiudicato rumeno mentre, assieme ad un cameraman, era impegnata a girare un servizio sul caso della ragazza picchiata e molestata, giovedì scorso, su un treno a Milano. La troupe della Rai si era, infatti, recata in zona San Cristoforo per intervistare alcuni nomadi che stazionavano in un casolare abbandonato ai margini della ferrovia Milano-Mortara, la linea teatro del grave episodio di

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Scattata il 19 dicembre scorso dal fotoreporter dell’Associated Press, Burhan Ozbilici

Dell’assassinio in Turchia la miglior foto dell’anno

19 dicembre 2016: Mevlüt Mert Altintas ha appena ucciso l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov (Foto Burhan Ozbilici/Associated Press)

19 dicembre 2016: Mevlüt Mert Altintas ha appena ucciso l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov (Foto Burhan Ozbilici/Associated Press)

ROMA – “An Assassination in Turkey”, ossia “Un assassinio in Turchia”. È questo il titolo della foto vincitrice del “World Press Photo of the year”, il concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo, “organizzato dall’omonima fondazione no-profit olandese, che ogni anno premia l’immagine che “non è solo la sintesi fotogiornalistica dell’anno, ma rappresenta un problema, situazione o evento di grande importanza giornalistica, e fa questo in un modo che dimostra un eccezionale livello di percezione visiva e creatività”.
A scattarla il fotoreporter turco Burhan Ozbilici di Associated Press, che il 19 dicembre scorso ha assistito in diretta all’assassinio dell’ambasciatore russo Andrey Karlov, raggiunto da colpi d’arma da fuoco mentre era impegnato in un discorso a una mostra ad Ankara, in

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