Al Festival di Perugia lo studioso ha tracciato la strada per il riscatto del settore in crisi

Jay Rosen: “Giornalismo è conquistare la fiducia”

Jay Rosen

Jay Rosen

PERUGIA – Il presidente americano Donald Trump, con i suoi tweet, è considerato una fonte di informazione affidabile da molti americani, più di tante testate rinomate. Eppure a lui non importa nulla della

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L’appello del giornalista: “Se continuate a dire che la mafia non esiste, mi condannate”

Paolo Borrometi ai colleghi: “Basta omertà”

Paolo Borrometi

Paolo Borrometi

ROMA – Un appello a tutti i colleghi, a partire dai direttori delle testate, per tornare a parlare di mafia, illuminare il lavoro dei cronisti minacciati dalla
criminalità, metterli in condizione di fare il loro mestiere in sicurezza. A lanciarlo sono gli enti di categoria e le associazioni dei giornalisti, riuniti nella sede della Fnsi, all’indomani delle notizie sulle minacce nei confronti di Paolo Borrometi, direttore del quotidiano online La Spia, collaboratore dell’Agi e presidente di Art.21, finito nel mirino boss Salvatore Giuliano che, forte del legame con il clan catanese dei Cappello, pianificava il suo omicidio.
Ma è anche lo stesso Borrometi a rivolgersi ai colleghi. «Lo stato ha vinto perché è riuscito

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Sul tavolo del Cda le nuove nomine proposte dal direttore generale Mario Orfeo

Rai1 e Rai2: con Teodoli e Fabiano si cambia

Angelo Teodoli

Angelo Teodoli

ROMA – Con i cambi al vertice che finiranno domani mattina all’attenzione del cda buona parte di quel che resta della Rai disegnata da Antonio Campo Dall’Orto sarà relegata al passato: dei direttori delle tre reti generaliste scelti dall’ex dg un anno e mezzo fa, in una delle principali operazioni editoriali della sua gestione, ne resterà soltanto uno, in una posizione meno prestigiosa.
Il direttore generale Mario Orfeo, dopo aver informato e consultato i consiglieri, ha fatto le sue scelte: Angelo Teodoli, attuale direttore di Rai Gold, è stato proposto per il vertice della rete ammiraglia al posto di Andrea Fabiano. Quest’ultimo è stato indicato per la

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Intervista a Clemente Mimun: “Un terremoto di cui hanno beneficiato tutti”

I 25 anni del Tg5: “Cambiato il linguaggio tv”

Clemente Mimun, 63 anni, direttore del Tg5

Clemente Mimun, 63 anni, direttore del Tg5

MILANO – Era il 13 gennaio 1992 quando un gruppo di giornalisti, intorno ai quaranta, fondava il Tg5, scuotendo l’informazione televisiva italiana. Clemente Mimun era della squadra con Emilio Carelli, Lamberto Sposini, Cristina

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Norma sugli obblighi derivanti dai contratti di lavoro. 36 consiglieri nazionali Odg

Alla Camera il nuovo Fondo unico per l’editoria

CameraROMA – Approda in aula alla Camera la proposta di legge sul nuovo fondo unico per l’editoria approvata in Commissione Cultura con l’opposizione del Movimento 5 Stelle che, almeno in un primo momento, puntava all’abolizione degli stanziamenti. “Il clima – dice il relatore del provvedimento, Roberto Rampi del Pd – è comunque positivo. M5S non ha presentato emendamenti ostruzionistici

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Il parere: va reintrodotto. Intanto maxi risarcimento al giornalista Sandro Testi

Rai, la Vigilanza rivuole il tetto dei 240mila euro

stipendi oro RaiROMA – Reintrodurre in Rai il tetto di 240 mila agli stipendi dei dirigenti. La richiesta, dopo il tentativo fallito dell’opposizione di inserire una norma specifica nel ddl di riforma della governance della tv pubblica in attesa della terza lettura al Senato, arriva ora con decisione unanime dalla Commissione di Vigilanza che, con un parere non vincolante, invita

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Camera: sì alla pubblicazione degli stipendi, ma oltre 200mila euro ed escluse le star

Rai: passa la riforma con la trasparenza all’italiana

RaiROMA – L’introduzione della figura dell’amministratore delegato, un cda più snello non più eletto dalla Vigilanza, il presidente di garanzia. Sono i punti salienti della riforma della governance Rai, che è stata approvata alla Camera (259 sì, 143 no e 4 astenuti) con alcune modifiche relative, tra l’altro, alla pubblicazione degli stipendi dei dirigenti oltre 200mila euro (compresi i giornalisti, ma escluse le star della tv) e alla previsione di una consultazione pubblica prima del rinnovo della concessione il prossimo anno.
Dall’entrata in vigore della legge, che deve tornare al Senato, l’attuale dg Antonio Campo Dall’Orto acquisirà i poteri previsti dalla

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Il canone va in bolletta a 100 euro, il Governo accelera ed il M5S promette battaglia

Riforma Rai a Montecitorio: ad forte e cda snello

Il Governo di Matteo Renzi accelera sulla riforma della Rai

Il Governo di Matteo Renzi accelera sulla riforma della Rai

ROMA – L’introduzione della figura dell’amministratore delegato, un cda più snello non più eletto dalla Vigilanza, il presidente di garanzia. Sono i punti salienti della riforma della governance Rai, che, dopo il passaggio al Senato e le modifiche (per lo più tecniche) nelle commissioni Cultura e Trasporti alla Camera, approda domani in Aula a Montecitorio per la discussione generale. L’obiettivo del Governo è arrivare al via libera definitivo di Palazzo Madama, dove il provvedimento

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Giovedì i palinsesti in Cda, poi prepara le valigie. Destinazione: Ferrovie dello Stato

Rai: Gubitosi ultimo atto prima di prendere il treno

Luigi Gubitosi

Luigi Gubitosi

Gubitosi pronto a salire sul treno Fs

ROMA –  Mentre al Senato va avanti, non senza qualche intoppo, la discussione sulla riforma della Rai, a Viale Mazzini l’attenzione è concentrata sui palinsesti per la prossima stagione che saranno approvati giovedì 18 dal consiglio di amministrazione e presentati agli investitori il 23 giugno a Milano e il 25 a Roma.
Potrebbe essere quello l’ultimo atto del direttore generale Luigi Gubitosi, che ha un contratto triennale con la tv pubblica firmato il

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Forza Italia minaccia lo scontro se non ci saranno cambiamenti. Renziani preoccupati

Riforma Rai: 380 emendamenti al disegno di legge

RAIROMA – Sono 380 gli emendamenti presentati in Commissione Lavori Pubblici al Senato al disegno di legge di riforma della Rai e quasi la metà provengono da Forza Italia che minaccia di inasprire il confronto se non ci saranno cambiamenti. A preoccupare i renziani del Pd, che puntano ad un’approvazione spedita, è però

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