Il saggio di Vittorio Roidi e Lorenzo Grighi: “No a tesi preconcette o colpevoliste”

Giornalisti o giudici? Basta che cerchino la verità

Giornalisti o giudiciROMA – “Giornalisti o giudici”. Il saggio, firmato da Vittorio Roidi e Lorenzo Grighi, non propone il punto interrogativo ma che si tratti di una domanda è fuori dubbio. Chi si preoccupa d’informazione – è la tesi del libro – dovrebbe ricercare la verità, indagare e coltivare il senso del dubbio, senza accontentarsi dei primi risultati acquisiti.
Invece – e l’affermazione ha il valore di un atto d’accusa – troppo spesso accade che le pagine di cronaca siano informate da tesi preconcette e si risolvano a proporre delle costruzioni arbitrarie soprattutto “colpevoliste”.
La pubblicazione (edizioni RaiEri, 155 pagine, 16 euro) rafforza il titolo con un sommario: “quando la cronaca ‘trova’ il colpevole prima della sentenza”.
Alla categoria dei giornalisti ai quali il testo è rivolto i due autori non fanno sconti. Il che può avvenire per l’autorevolezza dei loro curricula proprio nel mondo dell’informazione.

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“Alzare l’asticella della qualità rappresenta il valore aggiunto che va oltre la tecnologia”

Del Boca: “Giornalisti preparati, è l’unica salvezza”

Lorenzo Del Boca

Lorenzo Del Boca

ROSSANO (Cosenza) – Con questa accelerazione sociologica, il giornalista finisce per vestire i panni – contemporaneamente – del protagonista e della vittima. La riflessione viene in occasione del convegno avvenuto a Rossano (Cosenza), proposto dai giornalisti cattolici dell’Ucsi Calabria insieme al Sindacato e all’Ordine regionale dei giornalisti. Il giornalista che non nasconde la propria fede religiosa (ma, per la verità, qualunque giornalista anche senza aggettivi) come può affrontare e metabolizzare l’evolversi della professione?
La tecnologia conquista traguardi, di volta in volta, impensabili. A chi ha perduto un arto per malattia o in un incidente riescono ad avvitare braccia e gambe di metallo con le quali si può correre, tirare di scherma, vincere le olimpiadi.
La pubblicità spiega come le vetture in commercio siano state dotate di un sensore capace di individuare un ostacolo e di fermarsi prima di travolgerlo. By-passando il guidatore. Non ci vorrà molto perché gli autisti siano

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Carlo Parisi (Fnsi) al Glocalnews di Varese: “È ora di dare dignità e tutele a chi lavora”

Giornalismo on line solo con qualità e contratto

Da sinistra: Marco Giovanelli, Saverio Zeni, Carlo Parisi, Pier Luca Santoro, Adriana Lotti e Michele Mancino

VARESE – Ma quanto è nuova la frontiera dell’informazione prossima ventura? Gli elementi di innovazione sono poderosi con file, cip, byte e una quantità di altre diavolerie tecnologiche ad affollare il futuro del mondo delle notizie.

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Iris Chyl: “Lo spuntino del digitale non appaga come il pranzo del quotidiano”

Il futuro del giornalismo? La carta stampata

Iris Chyi

Iris Chyi

FERRARA – Tranquilli… il giornalismo su carta non rappresenta soltanto il passato. E il futuro non sarà consegnato in esclusiva al cyberspazio. La convinzione di Iris Chyi è definitiva e ha il sapore della profezia. Il

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Paul Steiger dal Wall Street Journal a Propublica: “Mai stancarsi di fare domande”

Giornalismo, la differenza la fa il contenuto

Paul Steiger

Paul Steiger

ROMA – “La differenza, nel giornalismo, la fa il contenuto”. Parola di Paul Steiger, storico direttore del “Wall Street Journal” (dal 1991 al 2007) e poi fondatore di “Propublica” on line, capace di un fatturato di 10 milioni di dollari l’anno.

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Ovvero una capacità di analisi globale da trasferire al pubblico, parola di Sulzberger

Giornalisti: “Ci resta una sola carta, l’intelligenza”

giornalistiROMA – La ricetta dell’informazione del futuro? Quella “di qualità”, destinata al pubblico più sofisticato e più esigente della “knowledge audience”, con l’obiettivo di fornire una specie di guida attraverso la quantità di fatti che, giornalmente, accadono.
Parola di Arthur Ochs Sulzberger, editore del New York Times, che, a dispetto

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Troppo spesso il lettore è più preparato di chi ha scritto il “pezzo”, ci vuole sostanza

Il buon giornalista deve conoscere, non ignorare

Giornali

Morris Engel, Lettore di fumetti, New York City, 1946

ROMA – Per riportare il giornalismo ai livelli di popolarità e credibilità che aveva conosciuto ma che, in larga misura, ha perso, occorre che gli operatori dell’informazione imparino “la conoscenza”.
È il messaggio che Tom Patterson consegna alla pubblicazione, edita da Vintage e significativamente intitolata “Informing the news” per precisare: “The need for knowledge based journalism”.
Le materie che vengono trattate su quotidiani e periodici pretendono maggiore consapevolezza e approfondimento. Troppo spesso il lettore è più preparato di chi ha scritto l’articolo e, dunque, nelle condizioni di scoprirne incertezze, imprecisioni, dubbi e, qualche volta, veri e propri errori. Poi Internet mette nelle condizioni di verificare e confrontare i contenuti con

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Raccontando una sporca vicenda, la “squadretta” di giornalisti rilanciò il giornale

“Spotlight”, e luce fu sul Boston Globe

Una scena di “Spotlight”, il film di Tom McCarthy che racconta l’inchiesta giornalistica del Boston Globe

Una scena di “Spotlight”, il film di Tom McCarthy che racconta l’inchiesta giornalistica del Boston Globe

ROMA – Reduce dalla cerimonia per l’assegnazione degli Oscar, la pellicola “Spotlight”, in proiezione in una quantità di cinematografi, racconta una vicenda sporca di abusi sessuali ma, contemporaneamente, indica il percorso che il

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“Si tratta di allearsi con il computer per un reportage completo. Negli Usa è realtà”

Giornalismo: resisterà solo quello “di precisione”

Non ci sono più i giornalisti, né il giornalismo di una volta

Non ci sono più i giornalisti, né il giornalismo di una volta. Solo la qualità potrà salvarci…

ROMA – I massmediologi statunitensi non hanno dubbi: il giornalismo che riuscirà a sopravvivere alla crisi è quello “di precisione”. La qualità come valore aggiunto. Il guru di questa teoria è – sorprendentemente – Philip

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I lettori vogliono interagire, il web impera, ma attenzione: le case di vetro sono fragili

È l’ora del “de profundis” per i giornali tradizionali?

Orson Wells in “Quarto Potere”

Orson Wells in “Quarto Potere” (“Citizen Kane”) del 1941

ROMA – I “pessimisti”, fra i massmediologi, esemplificando, paragonano il momento attuale agli ultimi giorni di Pompei. Nel senso che possiamo piangere e disperarci ma, al netto di tutti gli sforzi che potremo produrre, non

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