Stop all’esercizio abusivo della professione e regole certe e ferree per i giornalisti

Riportiamo Ordine nel selvaggio West del Web

Giuseppe Mazzarino

Giuseppe Mazzarino

ROMA – Fino all’avvento del Web, e più ancora dei social media, l’informazione tecnologicamente diffusa era sostanzialmente unidirezionale: giornali, manifesti, libri, cinema, radio, televisione non consentivano possibilità di reazione immediata, ovvero di interattività. L’unico mezzo tecnologico che la consentiva (a parte la radio delle origini, e per breve periodo) era il telefono, non a caso utilizzato per la comunicazione interpersonale (e nella stragrande maggioranza dei casi solo fra due persone) e non per l’informazione.
L’informazione andava da un soggetto emittente ad un pubblico, sempre più numeroso, di lettori (in senso ampio, comprendendo cioè anche chi, illetterato o semi-illetterato, si limitava a guardare i manifesti nella parte visiva e non a leggerne i testi di accompagnamento), di radioascoltatori, di

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Tra minacce, aggressioni e querele temerarie da boss, teppistelli e... “lor signori”

Vita da cronisti, ma il pericolo non è un mestiere

Giuseppe Mazzarino

Giuseppe Mazzarino

ROMA – Il pericolo non è un mestiere. Non dev’esserlo per gli operai edili né per i ferrovieri. E non dovrebbe esserlo nemmeno per i cronisti. E invece…
Invece assistiamo ormai quotidianamente a minacce ed aggressioni, variamente modulate e variamente pericolose, tendenti a tappare la bocca, qualche volta definitivamente, a giornalisti “scomodi”, come dovrebbero esserlo sempre, per potenti o presunti tali, politici, pezzi grossi dell’amministrazione pubblica, ma anche boss mafiosi o loro luogotenenti e persino teppistelli (meno importanti ma sempre pericolosi). Il tutto nell’assenza di tutele e di garanzie.
Non sempre, infatti, le minacce e le aggressioni sono di tipo fisico. A volte

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