Aperto da Rigotti nel 2008 e passato a Gorjux non è riuscito a controbilanciare la crisi

EPolis, a Bari l’ultima corsa dei free press

EPolis BariBARI – Dopo poco più di 7 anni di vita chiude il quotidiano E Polis Bari, unico sopravvissuto della catena di ben 18 quotidiani locali free press messa su nel 2004 da Nichi Grauso e ceduta nel 2007, dopo una grave crisi ed una

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La proposta al segretario della Fnsi: inserire 2 giornate all’anno per frequentare i corsi

Formazione: permessi retribuiti per i giornalisti

Da sinistra: Raffaele Lorusso, Piero Ricci, Nicola Colajanni, Carlo Verna e Pippo Mazzarino

BARI – Nel corso dell’incontro organizzato a Bari dall’Ordine dei giornalisti di Puglia, con la partecipazione del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei

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Andrea Lumino (Slc-Cgil) collaborava con Francesca Pietrobelli (Tg3) ad un servizio

Taranto: minacciati sindacalista e troupe Rai

Andrea Lumino, segretario provinciale Slc-Cgil di Taranto

Andrea Lumino, segretario provinciale Slc-Cgil di Taranto

TARANTO – Tanti piccoli Spada impestano il nostro Paese, minacciano giornalisti e sindacalisti, cercano di imporre illegalità ed omertà. Un recente episodio è avvenuto a Taranto, città particolarmente disgraziata che ai danni di una multiforme inquinamento dovuto ad una altissima concentrazione industriale somma anche quelli di una disoccupazione ed inoccupazione fortissime (e già questo è piuttosto contraddittorio…), con l’aggiunta di lavoro nero e semi-nero, ai limiti dello schiavismo. Come quello di certi call center.
Uno di questi call center, che lavorava per Tim, come molti hanno omesso di ricordare, è stato

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Maxi-impegno con maxi-competenze piuttosto diversificate per un piccolo compenso

Museo Archeologico di Taranto, a pensar male…

Pippo Mazzarino, presidente dei revisori

Giuseppe Mazzarino

TARANTO – AAA Cercasi addetto stampa per importante istituzione culturale pubblica. Giornalista? Oddio, se proprio capita… ma non è richiesto. Sono richiesti, invece, la laurea magistrale (o quella quadriennale vecchio ordinamento), la buona conoscenza dell’Inglese parlato e scritto, la presenza nel posto di lavoro (il Museo nazionale archeologico di Taranto) negli orari d’ufficio, la reperibilità telefonica e disponibilità a partecipare ad eventi ed iniziative anche in orario serale e in giorni festivi, ottime capacità di utilizzo degli strumenti informatici e dei sociali network, comprovata conoscenza dei settori della comunicazione, dei media regionali nazionali ed internazionali e della promozione. È richiesta inoltre una esperienza almeno quinquennale “presso altro Ente per le medesime attività oggetto dell’avviso”.
Fra le cose che questo intellettuale polivalente ed

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Il cuore della professione sta nella libera interpretazione senza travisare i fatti

La terzietà è del giudice, non del giornalista

Il fermo di Roberto Spada eseguito dai carabinieri di Ostia

L’arresto di Roberto Spada eseguito dai carabinieri di Ostia

ROMA – Premessa: ad Ostia, quartiere romano il cui Consiglio è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, e si sta votando per il rinnovo, un giornalista Rai ed il suo operatore sono stati aggrediti violentemente da un energumeno,

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Stop all’esercizio abusivo della professione e regole certe e ferree per i giornalisti

Riportiamo Ordine nel selvaggio West del Web

Giuseppe Mazzarino

Giuseppe Mazzarino

ROMA – Fino all’avvento del Web, e più ancora dei social media, l’informazione tecnologicamente diffusa era sostanzialmente unidirezionale: giornali, manifesti, libri, cinema, radio, televisione non consentivano possibilità di reazione immediata, ovvero di interattività. L’unico mezzo tecnologico che la consentiva (a parte la radio delle origini, e per breve periodo) era il telefono, non a caso utilizzato per la comunicazione interpersonale (e nella stragrande maggioranza dei casi solo fra due persone) e non per l’informazione.
L’informazione andava da un soggetto emittente ad un pubblico, sempre più numeroso, di lettori (in senso ampio, comprendendo cioè anche chi, illetterato o semi-illetterato, si limitava a guardare i manifesti nella parte visiva e non a leggerne i testi di accompagnamento), di radioascoltatori, di

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Tra minacce, aggressioni e querele temerarie da boss, teppistelli e... “lor signori”

Vita da cronisti, ma il pericolo non è un mestiere

Giuseppe Mazzarino

Giuseppe Mazzarino

ROMA – Il pericolo non è un mestiere. Non dev’esserlo per gli operai edili né per i ferrovieri. E non dovrebbe esserlo nemmeno per i cronisti. E invece…
Invece assistiamo ormai quotidianamente a minacce ed aggressioni, variamente modulate e variamente pericolose, tendenti a tappare la bocca, qualche volta definitivamente, a giornalisti “scomodi”, come dovrebbero esserlo sempre, per potenti o presunti tali, politici, pezzi grossi dell’amministrazione pubblica, ma anche boss mafiosi o loro luogotenenti e persino teppistelli (meno importanti ma sempre pericolosi). Il tutto nell’assenza di tutele e di garanzie.
Non sempre, infatti, le minacce e le aggressioni sono di tipo fisico. A volte

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