Luigi Necco (Ansa)

Luigi Necco (Ansa)

NAPOLI – È morto all’ospedale Cardarelli di Napoli, stroncato da una grave insufficienza respiratoria a poche settimane dai suoi 84 anni, il giornalista Luigi Necco, volto noto della Rai, popolare protagonista della storica trasmissione sul calcio “90° minuto”.
Telecronista sportivo, ma anche innamorato dell’archeologia – ricordano a Viale Mazzini – e pure vittima di camorra: tutto questo è stato Luigi Necco, il cronista sportivo che ha raccontato il Napoli di Maradona, ma anche scrittore e appassionato di archeologia.
Nato a Napoli l’8 maggio 1934, aveva cominciato a scrivere sul Corriere di Napoli quando era ancora studente di istituzioni dell’Europa orientale all’Istituto universitario Orientale. Quindi era entrato in Rai, prima per leggere il giornale radio, poi passando alla televisione. Dal 1978 al 1993 è stato telecronista sportivo, contraddistinguendosi anche per i collegamenti nella trasmissione di Paolo Valenti dallo stadio San Paolo a fine partita, attorniato da tifosi. Per un breve periodo di tempo, nel 1997, subito dopo Antonio Lubrano, ha anche condotto il programma “Mi manda Raitre”.
Per la Rai aveva pure ideato e condotto la rubrica “L’occhio del faraone” dal 1993 al 1997, nella quale realizzò documentari e servizi sull’archeologia dell’area mediterranea: tra i suoi scoop vale la pena ricordare l’individuazione del nascondiglio e dei ladri del tesoro miceneo che Enrich Schliemann aveva trovato scavando a Troia nel 1873 e che si credeva andato distrutto nei bombardamenti su Berlino del ‘45.
Una vita in tv, quella di Necco, ma non esclusivamente in Rai: aveva anche lavorato a Canale 5, curando per “Buona domenica” le dirette dai campi di calcio. Dopo la pensione, aveva inoltre continuato a condurre sull’emittente locale Teleoggi-Canale 9 un programma televisivo, “L’emigrante”, contenitore di cronaca quotidiana napoletana.
Nel suo passato, anche un periodo come consigliere comunale nelle liste dei Democratici di sinistra nel 1997.
Un grave episodio di cronaca lo vide, purtroppo, protagonista proprio per aver fatto… il cronista: nel 1981 Luigi Necco fu gambizzato dalla camorra di Raffaele Cutolo all’uscita da un ristorante ad Avellino perché aveva raccontato a “90° minuto” uno scambio di regali e messaggi tra il boss, capo incontrastato della Nuova camorra organizzata, tifoso irpino, e il presidente dell’Avellino Calcio, Antonio Sibilia. (giornalistitalia.it)

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